Credo oramai sempre più in modo certo, che l'unico modo di migliorare e' quello di sentirsi.
Ovvero di entrare in contatto con il proprio amore, andare verso la parte centrale di noi stessi, qella che in brasile, in un certo modo, elogiano cantandola "la tristezza".
O anche possiamo chiamarla, l'autocompassione.
Forse e' proprio questo che mi ha spinto ad "evolvermi" a percepire e crescere quindi spiritualmente,... quindi l'introspezione come chiave di volta.
Perche' meditare per un ora "non"lasciando questo mondo senza ottenere grossi risultati?
forse non e' abbandonando il mondo circostante che si ottengono risultati, ma cercando il proprio mondo interno.
Tutti i grandi maestri parlano della via dell'amore per raggiungere la nostra parte spirituale.
In realta' la parte spirituale e' dentro di noi, siamo noi che non la vediamo, ecco che trovandola otteniamo da lei l'apertura che ci dona quei famosi poteri... ed ovviamente, più li definiamo cosi, più non otteniamo nulla!
La stessa considerazione mi e' arrivata dal libro (il mio maestro invisibile o forse dalla mia parte intelligente ed invisibile o ... ?), nel momento che come di consuetudine aprivo il libro a caso ponendogli una domanda, la risposta in questione fu': "a volte ci procuriamo un danno da soli nella speranza di riavvicinarci a Dio".
L'amore, la compassione, la tristezza o comunque volete chiamarla, ci riavvicina a noi stessi, ci fa sentire vivi e assolutamente aperti (ditemi quanti di voi nei momenti di auto-compassione si sentivano aperti e più vivi) e quindi ci avvicina alla luce, alla consapevolezza, alla verita', al tutto, quello che appunto molti chiamano Dio.
Insomma, questa e' la strada migliore ma anche la più difficile, dato che siamo eternamente distratti dal lavoro, le bollette, le partite di calcio... la maleducazione-fisica e dietetica... la cultura mediatica etc...
insomma ecco che si torna al 369!
L'equilibrio e' ancora una volta fondamentale per noi e la nostra volonta' evolutiva!
Cosa era Rol se non una persona che aveva trovato un sommo equilibrio?
E non e' forse vero che, per lui stessa ammissione, da giovane si era trovato solo e si sentiva disperato? e' forse questo che lo ha spinto ad essere quello che era?
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